Classe 1995, un talento indiscusso, ex vincitore di X Factor (era il 2014) e ora - dopo una lunga pausa - è tornato con un brano ("Storte") molto intimo e interessante. Lui è Lorenzo Fragola. L'artista, ospite del podcast One More Time (la puntata è già online su Spotify, mentre uscirà martedì 13 gennaio su YouTube), si è raccontato a 360 gradi facendo anche riferimento ad alcuni delicati aspetti della propria vita.
Lorenzo Fragola parla del padre: il racconto è da brividi
Non ho ricordi dei miei genitori insieme perché si sono separati quasi subito - esordisce parlando della propria infanzia -. Mia mamma ci ha cresciuti da sola, mentre papà lo vedevamo una volta a settimana, era una presenza sporadica. Mio padre era un ispettore di polizia, mia madre lavorava in comune”.
Poi aggiunge: “Mamma ci ha dato tanto amore, a volte anche in maniera esagerata a livello di emozioni. Trasmetteva la sua ansia: ‘Stai attento a quello, stai attento a quell’altro'. Mio padre invece era una figura extra-casa, quasi un estraneo… nonostante la divisione così netta, io le coccole le ho avute. La loro separazione, però, non è mai stata facile”.
Allora continua a parlare del padre (scomparso qualche anno fa): “La sua famiglia era molto siciliana’, un po' di destra, ancorata a un altro stile di vita. […] Nel frattempo mio padre ha avuto un'altra relazione, ci ha preso e ci siamo ritrovati a Catania a casa sua e lì è iniziata la fase più dura”.
Quindi il racconto sul padre prosegue così: “Secondo me lui ha preso sottogamba il fatto di avere dei figli da gestire quotidianamente… i bambini a 12, 14 anni fanno rumore, giocano. Era partito con le buone intenzioni, anche con la nuova compagna. C'era una situazione che sembrava familiare, abitavamo in città , facevamo il liceo". Ma tutto, purtroppo, è cambiato repentinamente: "Questo sogno è durato poco. Si è iniziato a innervosire subito, eravamo un fastidio per lui. Ha iniziato a mettere delle regole: ‘rumori no, merendine no’".
Lì è nato il ricordo più brutto di mio padre”
In seguito le dichiarazioni delicatissime: “Noi (lui e il fratello, ndr) iniziavamo a soffrire. Eravamo ospiti di una cameretta, non avevamo neanche accesso alle altre camere, per non dare fastidio. Non invitavamo nessuno a casa, nessun amico… chiudeva tutto a chiave. Da lì è nato il ricordo più brutto di mio padre”.“Avevo 16 anni, ho trovato le chiavi, ho aperto tutto e mi sono fatto trovare in salone, sdraiato. Per ribellione. Ho risposto a tono alla compagna e sapevo che sarebbe arrivato mio padre - le parole di Lorenzo Fragola -. Quando è tornato, ero già pronto: chiuse la porta a chiave, abbassò le serrande e me le diede con la cintura. Qualche schiaffo in passato lo avevo preso, ma in questo modo no. Psicologicamente era devastante, le botte non le sentivo ma psicologicamente…”. “Poi non è che durante il giorno era una persona che beveva e arrivava e alzava le mani. Non era quel tipo di persona, era una persona che conosceva quel modo per essere genitore, per insegnare”, afferma il cantautore.
Questa una parte della lunga chiacchierata di Lorenzo Fragola e, nella fattispecie, quella parte che lo stesso canale TikTok ufficiale del programma ha voluto riproporre in formato pillola. Il filmato, pubblicato ieri 8 gennaio, al momento conta circa 31 mila visualizzazioni su TikTok.
Lorenzo Fragola e X Factor
Sull’esperienza nel famoso talent, Fragola afferma: “Ai tempi eri totalmente isolato, non avevi accesso a tv, radio, ovviamente cellulare ed è stato molto difficile in realtà , non me lo sono vissuto molto bene. Intanto non mi sentivo io all'altezza di quel contesto lì, perché non avevo veramente nessun tipo di esperienza, ma nessuna. Non ero mai stato su un palco con un microfono, mai stato in uno studio di registrazione e allo stesso tempo si aspettavano molto da me perché era andato bene il mio provino”.
E ancora: “Mi sono appoggiato molto a Fedez perché era una prima volta anche per lui da giudice e quindi era un po' una cosa che stavamo facendo insieme. Anche lui era molto giovane, abbiamo legato molto all'inizio. Per me era una cosa bella perché mi stava succedendo in quel momento, ma non mi ero fermato a pensare che questo potesse diventare la mia vita”.
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