Cremonini, la sua testimonianza del dolore: "Così reagisco agli squarci dell'anima che la vita ci regala" Il cantautore ha rivelato di essere grato ai momenti no della vita, perché li vede come "possibilità e non come punizione" -- "Così reagisco agli squarci dell'anima che la vita ci regala". Cremonini torna a parlare del dolore e svela come lo supera - GOSSIP & NEWS TV

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14 aprile 2026

Cremonini, la sua testimonianza del dolore: "Così reagisco agli squarci dell'anima che la vita ci regala" Il cantautore ha rivelato di essere grato ai momenti no della vita, perché li vede come "possibilità e non come punizione" -- "Così reagisco agli squarci dell'anima che la vita ci regala". Cremonini torna a parlare del dolore e svela come lo supera

 

Ogni giorno della mia vita è dedicato ad annegare il dolore in nuove visioni. Procedo così”: queste parole, così cupe, di Cesare Cremonini hanno creato, la scorsa settimana, un certo allarmismo. Il cantautore non è nuovo al racconto della sofferenza, ma nel testo scritto di suo pugno, che accompagnava un video realizzato all’interno degli Studio 13 di Londra, in molti hanno letto la necessità di condividere un momento particolarmente delicato.

Cremonini ha poi lasciato passare qualche giorno e, ieri, domenica 12 aprile, è tornato sull’argomento. Forse per rassicurare, ma allo stesso tempo per confermare quella sua esigenza di raccontarsi.

Mentre la storia ci insegna che lo stretto di Hormuz non è un capitolo del Signore degli anelli, vorrei dirvi qualcosa sul dolore - scrive Cremonini -. Non ho mai creduto nell’equazione sofferenza = artista. È una lettura banale e un alibi per troppi fancazzisti. Se fosse una regola avremmo tanti creativi in giro e pochi taxi per portarli in stazione”.

Vi porto invece la testimonianza del mio modo di reagire agli squarci dell’anima non rimarginabili, che la vita ci regala come possibilità e non come punizione - riflette Cesare -. Parlo del (molto) coraggio che ci vuole per non scappare e far fluire il proprio soffio, continuando sempre a cercare di intonare le proprie frequenze”.

Lui reagisce attraverso la musica, studiando e mettendosi alla prova: “Torno al mio amato sassofono, a cui sto dedicando sacrifici e una grossa parte della vita, per citare uno scrittore che ha detto qualcosa di molto semplice su questo tema: ‘Ci sono sofferenze che scavano nella persona come i buchi di un flauto, e la voce dello spirito ne esce melodiosa. (Vitaliano Brancati)’”.

Registro una canzone nuova al giorno - fa sapere poi il cantautore -. Sono nel periodo più creativo e luminoso della mia vita. Al dolore posso dire solo grazie e il motivo per cui ne parlo spesso è questo. E dico grazie anche a tutti voi. A presto”. Questi concetti sono, se vogliamo, riassunti in Poetica, uno dei suoi brani più intensi. Sebbene sia ascoltata come una canzone d'amore, i versi - 'Anche quando poi saremo stanchi, troveremo il modo per navigare nel buio. Che tanto è facile abbandonarsi alle onde' - risuonano oggi come il manifesto del suo modo di affrontare le tempeste della vita, un vero inno alla vita (e ai suoi dolori).

Le reazioni alle parole di Cesare Cremonini

Sotto al post sono arrivati moltissimi commenti. Alcuni fan hanno sottolineato di aver compreso fin da subito il suo messaggio: “Cesare, noi l’avevamo capito già con l’altro post... Il messaggio era nitido per noi che un po’ ti conosciamo... Ti amiamo così, con le tue riflessioni interiori, che poi diventano la tua stessa forza”, si legge.“L’avevamo capito, Cesare, che stai attraversando un momento molto delicato della tua vita, prima da essere umano che da artista scrive un’altra persona -. Il tuo è un coraggio feroce: quello di farti a pezzi davanti a tutti e poi ricostruirti, rompendo lo specchio del passato per liberare l’uomo nuovo, l’unico capace di reggere il peso di un dono così grande come il tuo”.

E ancora: “Noi saremo sempre con te. Sei stato la nostra terapia e la nostra salvezza nei momenti più difficili delle nostre vite, e speriamo che anche il nostro supporto, per quanto piccolo, possa arrivarti e darti quella pace che tanto ci infondi. Ti vogliamo tanto bene”.

Immancabili anche le reazioni di alcuni colleghi. Baby K ha commentato: “Non è facile trovare la chiave, ma una volta trovata può aprire porte ad orizzonti inimmaginabili”. Mariasole Pollio, invece, si è limitata a un semplice “Cesare”, accompagnato da un cuore rosso.

Cremonini e la convivenza con la schizofrenia

Come lui stesso ha affermato non crede nella convergenza “artista - dolore”, però lui non ha mai nascosto le sue fragilità. Anzi, nel corso degli anni ha scelto di raccontarsi con sincerità, parlando anche della lieve forma di schizofrenia che gli è stata diagnosticata - tema affrontato per la prima volta nel 2020 - e con cui convive oggi, seguendo una terapia farmacologica e un percorso di cura costante. 

L’ultima volta in cui ha toccato pubblicamente l’argomento risale allo scorso novembre, durante un’intervista al Corriere della Sera: “È un percorso che continua. Sono due anni che prendo medicinali con costanza e questo mi permette di accettarmi come una persona che deve essere curata, mi dà anche una forma di pacatezza. Sono felice la mattina quando vado in cucina, mi preparo il caffè e vedo quelle pillole, rappresentano l’accettazione di me stesso”, aveva raccontato.

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