n più di vent'anni di carriera Fabio Volo, 53 anni, ha scritto 14 libri e sta ultimando il 15esimo. Ospite di “La confessione”, il programma di Peter Gomez in onda su Rai 3, lo scrittore si è raccontato senza filtri, ripercorrendo il suo percorso personale e professionale.
Io non avevo un talento che mi potesse indicare la strada, mi dovevo affidare al ‘sentire’. Ho accettato questa sfida e mi è andata bene, ma non avevo intorno a me un contesto sociale in cui potessi vedere negli occhi delle persone una testimonianza che da quel tessuto si potesse uscire”, ha ricordato parlando del periodo in cui lavorava con suo padre. “Il mio amico era figlio di un fruttivendolo e faceva il fruttivendolo, io ero figlio del fornaio e facevo quello. Però io sentivo che volevo fare dell’altro, ma non avevo strumenti e non avevo talenti. Io ho scritto un libro in cui ho raccontato quali sono stati i libri che mi hanno spinto a seguire questo percorso”, ha aggiunto ancora parlando di com'è riuscito a cambiare la sua vita.
Il rapporto con Linus e con il “potere”
Durante l’intervista si è parlato anche di successo e vita privata: “Il successo aiuta molto con le donne”. E non sono mancati riferimenti al rapporto con Linus, già al centro di dichiarazioni passate. In una precedente intervista, infatti, il conduttore aveva detto di lui: “È un ragazzo molto complicato dal punto di vista caratteriale, il fatto che noi litighiamo è una cosa che a lui piace raccontare”.
Volo ha chiarito: “Adesso siamo in buoni rapporti ma il litigio era vero. Dopo l’ultimo scontro decisi di non andare più in onda, non ricordo il motivo, non sono omertoso ma davvero non ricordo, sono tutte delle simbologie di quello che mi lavorava dentro: Linus prima Claudio Cecchetto (anche con il produttore ci furono degli scontri) rappresentano il potere… Ecco io ho sempre combattuto quelli che erano a un gradino più in alto, ma con quello in basso”.
Parole a cui si aggiungono quelle dello stesso Linus, che in passato aveva commentato: “Volo ha un disperato bisogno di attenzione”, rivelando anche di non leggere i suoi libri perché troppo femminili”. Un’etichetta che lo scrittore respinge: “No, io sono molto solitario non è vero che ho bisogno di attenzioni. E poi io non credo che la mia letteratura sia femminile, sicuramente ho una parte femminile molto sviluppata, ma ho anche molti lettori maschili”.
In un ospedale, così nacque l'idea del suo primo libro
Spazio poi al rapporto con la scrittura, centrale nella sua vita: “Io leggo solo libri di carta e sempre con la matita per sottolineare, poi sui quadernoni segno tutto. Alla fine quel primo quadernone divenne un libro, lo decisi dopo un incidente, mi ingessarono una gamba per un incidente con la Vespa, stavo tutto il giorno allettato e infatti il mio primo libro non è un romanzo ma una lettera che scrivo al me di 5 anni dopo. Adesso sto scrivendo un nuovo romanzo, quando inizio a scrivere non so quale sia il finale, mi concentro sui personaggi e piano piano loro mi suggeriscono la storia, divento un lettore mentre scrivo. Poi ci sono dei giorni in cui non c’è la creatività e lì entra il mestiere, aggiusto, sposto. La mia creatività non dura più di tre ore al giorno”.
Fabio Volo parla dei guadagni milionari ottenuti con i suoi libri
Infine, un passaggio sul successo editoriale e sul rapporto con la critica: “Dicono 9 milioni di copie, il numero preciso non lo so, a ogni intervista cambia”. A quel punto Gomez ha osservato: “Se andiamo al ribasso e contiamo un euro a copia lei è diventato milionario”, ricevendo la risposta ironica dello scrittore: “Sì. Sono diventato milionario, pensi che situazione mi tocca vivere?”. “Beh, c’è di peggio”, ha ribattuto il giornalista. “Sì, sì, assolutamente”.
E sul rapporto con la critica, a cui i suoi libri non piacciono, si è limitato a dire che secondo lui non si tratta di snobismo: “No, io penso che i miei libri a una fetta di persone non parlino, non penso sia per via del mio passato, per lo snobismo”. Quanto al Premio Strega, proposto lo scorso anno e poi rifiutato, Volo ha spiegato: “Sì perché non c’entro con quel mondo, non è la mia storia, i premi… Io rimango nella mia storia”.
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