n racconto doloroso ma anche di rinascita. Intervistata dal settimanale Gente in edicola questa settimana, Samanta Togni ha ripercorso una delle fasi più difficili della sua vita, quella segnata dai disturbi alimentari, e ha parlato anche della fine del matrimonio con Mario Russo.
L'ex ballerina e volto televisivo ha spiegato come il rapporto problematico con il cibo sia nato durante l'adolescenza, negli anni in cui inseguiva il sogno della danza professionistica: “Ero critica, faticavo ad accettarmi”, ha raccontato. “Da ballerina avevo un approccio diverso alla valutazione dell'aspetto estetico: cercavo ciò che non mi piaceva per migliorarlo. Stando costantemente sul palco con abiti che evidenziano la minima imperfezione, anche un etto in più mi mandava in crisi”. La pressione aumentò quando iniziò a gareggiare con ballerine più grandi: “Le vedevo tutte bellissime, sinuose, bravissime e in me cresceva un'ansia da prestazione difficile da gestire”, ha ricordato con dolore. Un disagio che, tra i 16 e i 17 anni, si trasformò in un serio problema alimentare.
Togni: “La bilancia era un'ossessione”
La bilancia, ha confessato, era diventata un'ossessione: “Ero entrata in fissa con il peso. Ero arrivata a 44 chili per un metro e 69. Mangiavo pochissimo, nonostante i due allenamenti al giorno. Uno yogurt, due mele, mi concedevo qualche corn flakes solo perché sapevo che li avrei smaltiti durante la giornata”.
Un controllo costante che finì per condizionare ogni aspetto della sua quotidianità : “Facevo di continuo il conteggio delle calorie, ero in un tunnel. ‘Come sei dimagrita’ era il complimento migliore che potessi ricevere”. Dietro quelle restrizioni, però, non c'era soltanto la ricerca della perfezione fisica. Togni ha spiegato che il disagio aveva radici molto più profonde e affondava in un periodo particolarmente delicato della sua vita. Da adolescente si era trasferita all'estero per studiare danza, tra Stati Uniti e Inghilterra, mentre i suoi genitori stavano attraversando una crisi matrimoniale.
In quella fase delicata e difficile, in cui il rifiuto del cibo celava una richiesta di attenzione, i miei erano talmente distratti dal loro dolore che non riuscivano a vedere il mio disagio”, ha raccontato. Successivamente fu la madre a intervenire e ad aiutarla, portandola da un medico per intraprendere un percorso per uscire da quella situazione.
La svolta grazie alla maternitÃ
La vera svolta è arrivata con la gravidanza del figlio Edoardo: “Quando sono rimasta incinta avevo 20 anni. Dovevo pensare prima al suo e poi al mio bene. Il cervello ha fatto un cambio di marcia: sentendomi responsabile della vita che cresceva dentro di me è iniziata la risalita verso la normalità ”.
Da quel momento il rapporto con il cibo è cambiato radicalmente: “Non vedevo più il cibo come una minaccia ma come una giusta necessità . Il mio sguardo aveva ripreso luminosità ed ero più serena anche nel guardarmi allo specchio”. Oggi, a distanza di 25 anni, Togni guarda a quel periodo con una consapevolezza diversa. “La maturità mi ha resa più sicura, forse più saggia. Sono grata di come sono, mi voglio bene e ho meno demoni”, ha detto.
E sul rapporto con il proprio corpo aggiunge: “Restare in linea ora è una forma di rispetto verso me stessa e verso la vita, non più una rincorsa verso la magrezza e una perfezione che vedevo solo io. Il mio corpo è lavorato dall'allenamento, dalla danza, è nutrito con cura, con amore”.
Il divorzio da Mario Russo: “Avevamo visioni diverse della vita”
Nel corso dell'intervista Samantha Togni ha parlato anche della sua situazione sentimentale:Da un anno ho divorziato da Mario Russo”. L'ex ballerina ha ricordato anche la fine della relazione con Mirko Trappetti, padre di suo figlio Edoardo, sottolineando come le due separazioni abbiano avuto origini differenti. “Con Mario siamo partiti pensando di avere la stessa visione di vita, ma con gli anni ci siamo accorti che volevamo cose diverse”. Nonostante la fine del matrimonio, Togni non ha perso fiducia nei sentimenti.
Al contrario, considera questo momento come un'opportunità di crescita personale: “Credo ancora nell'amore e sto lavorando su me stessa per capire l'importanza del non annullarsi nell'altro”, ha spiegato. Una consapevolezza maturata nel tempo e che oggi rappresenta la sua idea di relazione; “Perché un legame funzioni bisogna prima trovare il proprio equilibrio, senza dimenticarsi chi siamo, cosa vogliamo, cosa sogniamo”.
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