Signorini denuncia i colossi del web per non aver rimosso i video di Corona I legali di Alfonso Signorini hanno chiesto che Google sia iscritti a registro degli indagati per concorso in diffamazione aggravata e continuata e annunciano una denuncia contro Meta e TikTok -- Signorini denuncia i colossi del web per non aver rimosso i - GOSSIP & NEWS TV

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25 gennaio 2026

Signorini denuncia i colossi del web per non aver rimosso i video di Corona I legali di Alfonso Signorini hanno chiesto che Google sia iscritti a registro degli indagati per concorso in diffamazione aggravata e continuata e annunciano una denuncia contro Meta e TikTok -- Signorini denuncia i colossi del web per non aver rimosso i

 

Alfonso Signorini, tramite gli avvocati Domenico Aiello e Daniela Missaglia, hanno sporto denuncia nei confronti di Google Italia e Google Ireland in quanto, nonostante le ripetute richieste, non sono stati rimossi i contenuti diffamatori, corrispondenza personale e documenti ottenuti in maniera illecita da Fabrizio Corona, l'ex agente fotografico che da qualche tempo ha preso di mira il giornalista, aggravando giorno dopo giorno le conseguenze del reato. Lo si legge in una nota dei due legali secondo i quali, in seguito alla loro querela, i legali rappresentati delle due filiali del colosso tech "sarebbero stati iscritti a registro degli indagati per concorso in diffamazione aggravata e continuata".

Le risposte di Google oltre ad esser state tardive e ciclostilate - si legge nel comunicato - hanno di fatto negato la richiesta di rimuovere i contenuti presenti su Youtube e nel programma Falsissimo" di Corona. Altre iniziative simili, annunciano i difensori di Signorini, che è indagato a Milano per violenza sessuale e estorsione, saranno approntate nei confronti di Meta e TikTok."Non è tollerabile - prosegue la nota la deresponsabilizzazione dei signori del web che a scopo di lucro e per importi enormi non provvedono, anche a fronte di richieste documentate e reiterate, a tutelare i diritti soggettivi del cittadino e siano disposti ad ospitare ogni forma di illecito, trincerandosi dietro catene di controllo o governance che spesso rendono materialmente inaccessibile ogni forma di tutela". Nel caso specifico "è stata posta in essere una vasta campagna diffamatoria a scopo di lucro, importi incassati sul territorio italiano da Corona attraverso il necessario contributo di Youtube di proprietà Google". Nonostante i ripetuti inviti "non hanno inteso rimuovere i contenuti illeciti continuando ad incassare ricavi originati dalla loro permanenza in rete (...) e dunque aggravando le conseguenze del reato". "Il web dà spazio libero agli utenti" ma "non deve essere inteso sciolto da regole del principio del non offendere nessuno - chiude la nota - e le Big della rete devono poter garantire parametri etici e di rispetto delle regole del vivere civile".

Per la sera di lunedì 26 gennaio Corona ha annunciato la nuova puntata del format, sempre su Signorini.

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